VIVERE CON RICCHEZZA

Riconoscere la ricchezza, serve per non perdersi ad inseguire ciò che luccica e non sazia la fame di emozioni e di vita, lasciandoti vulnerabile e schiavo delle abitudini

Cos’è per te la ricchezza?

Cosa ti rende felice?

Nonostante si possa avere tutto il necessario e anche di più, talvolta, sembra che non basti, c’è costantemente fame di emozioni e di vita

In quest’ultimo anno, alcuni hanno messo in discussione il significato di valori, stile di vita e, magari, rivisto le proprie priorità.

Gli eventi come la guerra, una calamità naturale, la pandemia hanno in comune di stravolgere la vita dai binari conosciuti.

Non sempre il viaggio su questi binari è felice come si vorrebbe, ma sicuramente è comodo perché assicura sicurezza e rifugio nelle abitudini.

Quando arriva l’inaspettato, uno tsunami, fa saltare i binari e la tranquillità dei propri confort. Se il proprio castello non crolla, di sicuro diventa instabile, non più così sicuro.

Ed è proprio quando qualcosa comincia a “ballare” e a renderci incerti, che facciamo i conti con il DHARMA

LA VERITA’ CHE TUTTO, DENTRO E FUORI DI NOI, E’ SOGGETTO AL CAMBIAMENTO

Ci hai mai pensato, che da quando nasciamo il nostro corpo cambia, indipendentemente dalla nostra volontà, segue il suo corso fino al giorno in cui morirà

Se non ci hai mai pensato, è consigliabile ogni tanto pensarci perché, il farlo, ti ricorderà di viverla questa vita

Molti risponderebbero che lo stanno già facendo, ma poi, qualche attimo dopo, li senti lamentarsi di qualcosa; o li vedi aspettare di essere snelli per sentirsi belli; oppure raccontarti che sono sfortunati, avrebbero voluto, ma non hanno potuto…ecc.

Questi sono alcuni esempi di atteggiamenti che hanno una cosa in comune : fantasticano, se la menano e se la contano per non vedere che stanno rimandando il vivere

Riesci a cogliere il prezzo di percorrere i soliti binari? Ci si atrofizza nel conosciuto e si perde il gusto di giocare di persona nel campo della vita

PERDERSI 

Le nostre abitudini sono fatte di schemi, esempi collaudati del passato, esperienze personali, insegnamenti ricevuti e imitazione dei modelli proposti dai media.

Spesso anche i nostri valori restano influenzati da queste componenti.

Non c’è nulla di male ad aderire a sentieri tracciati da qualcun altro. 

Ma ciò che s’insegue, non sempre corrisponde a ciò che realmente siamo e al motivo per cui siamo qui

Aderiamo un po’ per comodità, un po’ perché temiamo esplorare lo sconosciuto e un po’ perché siamo pigri nell’occuparci di tutta quella parte di noi che teme il cambiamento, vorrebbe, ma rimanda, rinuncia, trova scuse

I binari si distanziano dal SENTIERO PROFONDO che è in TE e questo è causa di sofferenza. Ti impegni per non sentirla e la tua mente, in questo è maestra.

Ti porta all’iperattività: lavorare molto, inseguire una posizione, sacrificarti per comprarti la casa dei sogni, riempire l’agenda di appuntamenti,  organizzare attività con amici, associazioni, seguire iniziative culturali, hobbies…

Oppure la tua mente si allea con l’accidia, per cui lasci che la pigrizia ti porti a rinunciare, a credere che tanto non sei in grado, non puoi farcela, sicuramente fallirai, meglio evitare di lasciare la strada vecchia per la nuova, pochi ce la fanno veramente e magari hanno avuto la spinta giusta,… eviterai di mettere in discussione condizionamenti, regole e credenze.

Più i binari sono distanti dal tuo Sentiero Interiore è più prevale la sensazione di

 INSICUREZZA, MANCANZA, CONFUSIONE

ricchezza

RITROVARSI

Quando accade nella vita personale o nella comunità, un evento traumatico, succede come con una doccia fredda

CI SI SVEGLIA

Per chi ha sempre evitato di occuparsi della distanza, o nemmeno si accorge che c’è un Sentiero Interiore, la sensazione sarà di grande paura, tenterà di riprendere il “controllo” della situazione, affannandosi e lottando, per finire con il star male ancora di più. 

E’ mancato l’allenamento al DHARMA. Non è riuscito a coltivare la fiducia nelle proprie risorse, ad avere confidenza con CHI E’ realmente.

Ogni crisi porta anche un aspetto luminoso, la possibilità di smetterla di cercare appigli fuori e scavare dentro per cercare un punto saldo, in cui è nascosta la propria ricchezza

RICCHEZZA DEI PROPRI STRUMENTI

Nel viaggio di ritorno al proprio TESORO, il TANTRA è una via completa, include la parte che più di tutto ha contatto con le nostre potenzialità, il CORPO

Come un tamburo il CORPO trasmette il messaggio che proviene dal nostro Profondo. 

Attraverso il respiro, che è il filo conduttore tra la personalità e il Centro profondo, è possibile attraversare le emozioni di paura, disagio, smarrimento e ritrovare la calma e la chiarezza.

Nulla ci può ancorare meglio del nostro SE’ PROFONDO. 

Ed è realmente il ritrovamento di un tesoro nascosto, perché emerge energia potente e stabilizzante. La paura si ridimensiona, non compromette la chiarezza e, anzi, saperci convivere, tenendola a bada, ci fa scoprire anche la nostra forza, quella reale.

Quando il mare emozionale si calma, è facile sentire la guida del SE’, ispirarci, indirizzarci, spronarci nel nostro Sentiero. Sarà facile riconoscerlo, perché non avrà bisogno di “forza di volontà”, sarà la VOLONTA’ della nostra VERITA’ ad emergere e a questo punto inizieremo a 

VIVERE NELLA RICCHEZZA

Potrebbe accadere che il vivere quotidiano, diventa meno superficiale, meno affannato, si ha bisogno di meno cose. Si è disponibili con PIACERE verso gli altri, non più per circostanza o dovere, si desidera avere buone relazioni, cominciando a lasciare atteggiamenti negativi. L’alimentazione diviene più salutare e il cibo più gustoso, senza bisogno di troppo condimento. 
Entrare in contatto con la RICCHEZZA che è dentro, rende liberi e fiduciosi
La crisi da disgrazia, diventa opportunità di CREARE qualcosa di diverso, che fluisce con gli eventi e si plasma nell’armonia 
 
 La vita inizia dove finisce la paura
Osho
RICCHEZZA

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LA FORZA NASCOSTA

DIFESA O PRIGIONE

Spero questo contenuto ti sia stato utile, se hai qualsiasi domanda, puoi lasciarla nei commenti, ti risponderò personalmente.

A presto

Arodomis Shanga

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AMORE O……

L’Amore ha molte sfumature, legate ognuna all’intensità dello scambio tra dare e ricevere.

Per scambio si intende la coerenza a ciò che si sente veramente. Restare in questa coerenza si nutre la relazione di vitalità e piacere

Il problema sorge quando siamo talmente assorbiti nella nostra personalità, che a condurre il gioco della nostra parte sono i condizionamenti (come penso debba essere una relazione, come dovrebbe essere o cosa dovrebbe fare il/la partner, come io devo pormi in relazione secondo valori ricevuti dalla società, la religione, la famiglia), i timori (ad esempio : di restare solo/a, di essere tradito/a, di non essere all’altezza o mai abbastanza..) e infine le idee fisse sull’altro sesso (ad esempio : gli uomini sono incapaci, le donne sono stupide, vince chi fugge, ecc.)

Quando la personalità “ama” lo fa aspettandosi qualcosa in cambio, un ritorno, che compensi il “tanto dato”, in questa dinamica l’amore dei primi momenti, lascia il posto al controllo della relazione e si trasforma in una danza sofisticata dei ruoli tra chi prevale di più.

Questa è la forma più consueta di molte relazioni ed è sostenuta in certe mentalità in cui è normale pretendere che l’altro/a risponda ai propri bisogni, innescando dall’altra parte sentimenti di rivalsa, rabbia, vendetta, o odio per se stessi se, allo scarso ricevere, si associa il riconoscimento del proprio valore umano.

E’ pur vero che è impensabile credere di poter dare all’infinito senza ricevere un ritorno che riempia a sua volta

Dunque esiste un modo per non “rovinare” l’Amore?

Un modo semplice, forse non così facile da subito, ma molto efficace per cui merita lo sforzo di riuscirci, è’ nella capacità di riconoscere fin quando “dare” senza andare in riserva.

Corrisponde ad un dare libero e consapevole, in cui sono chiare anche le possibilità di energia e tempo, che non escludono i bisogni di cui in parte si è in grado di farsi carico da sè, o diversamente, se ne parla sinceramente, con una comunicazione leale partendo da ciò che si sente.

L’essere cosciente in ogni situazione della propria capacità di donare, crea uno spazio di Rispetto e Amore verso se stessi, che colma il proprio recipiente rendendolo più disponibile verso gli Altri

Il contatto con la propria capacità di dare è un’ancora per portare più vitalità nel quotidiano e nei rapporti, perché non c’è dispersione, e a fare le cose con piacere (si sceglie con responsabilità senza dimenticarsi di sè) per cui la disponibilità verso l’altro/a o la situazione non è vissuta come un peso ma come arricchimento, che dà senso alla vita e alimenta i rapporti.

Curare questo equilibrio, aiuta a vivere relazioni che al di là della durata e del tempo, nutrono entrambi e aiutano a migliorarsi nell’ AMORE VERO

Arodomis Shanga

Ama te stesso. Se non puoi amare te stesso, non potrai amare nessun altro. E se tu non riesci ad amarti, chi potrà mai farlo. Quando non c’è amore né rispetto per il proprio essere, la vita diventa un deserto, perché solo attraverso l’amore e il rispetto si impara a suonare l’arpa del proprio cuore

OSHO

 

 

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DIFESA O PRIGIONE?

Tutto ciò che abbiamo costruito per difenderci dagli attacchi esterni, impedisce anche di accogliere ciò, che dall’esterno, è bello e ci dà piacere

Ognuno ha costruito la sua struttura utile a coprire la vulnerabilità dietro una CORAZZA, che maschera bene chi siamo realmente e mostra un’immagine che serve ad affrontare la situazione evitando di soffrire, o perlomeno, con il minor impatto possibile.

Siamo abituati ad indossarla, tanto bene da identificarci e a poco a poco allontanarci dal nostro ESSERE. Teniamo fuori il dolore, o la possibilità di viverlo, creando una separazione con l’area delle nostre emozioni, la pancia.

Muro costruito con un RESPIRO che evita di accarezzare il bacino, di scendere nella nostra parte più viva; per coinvolgere solo il torace, la parte alta del corpo, spesso con un ritmo veloce per fuggire al sentire e buttarci in mille attività

Non solo il respiro è scarso, spesso anche l’atteggiamento viene imposto al movimento naturale del corpo che si blocca per rispondere assecondando la PERSONALITA’ che vogliamo mostrare, diventando duro e rigido.

Presupposto di ogni difesa è non lasciar passare, pertanto la reazione è di bloccare l’ENERGIA dell’emozioni per non sentirle troppo e soprattutto controllare la reazione verso l’esterno, che deve dare impressione di impenetrabilità, sicurezza, forza per scoraggiare, demotivare il “nemico”

Il prezzo è direttamente proporzionale a questa durezza, il cui spessore è impermeabile alle sensazioni che sollecitano la GIOIA e il PIACERE.

Nascondersi nella corazza, fino a perdersi porta ad un certo punto della vita ad accorgersi che manca qualcosa; che all’interno, nonostante la sicurezza e la protezione, c’è una SOLITUDINE che parla attraverso l’INSODDISFAZIONE. Tutto quello che è stato raggiunto, non riesce a dare il senso di appagamento per cui si è tanto lottato.

Forse per un attimo fuggente, si vive un’euforia che si vorrebbe trattenere, ma proprio perchè svanisce, il senso di vuoto che segue è doloroso. Ha la caratteristica di una fame insaziabile.

Occorre accorgersi di Sè e aver voglia di ritornare a quel Sè da cui ci si è allontanati, perchè il viaggio presuppone l’apertura della corazza e il liberare la VITALITA’ controllata e trattenuta nelle fibre del corpo

Rimettersi nella fluidità, con un respiro lungo e armonioso che si espande tutt’attorno e riporta la percezione e l’attenzione ai SENSI, ristabilisce il contatto naturale con la vita.

La PIENEZZA e il semplice VA TUTTO BENE ESATTAMENTE COSI‘, è il traguardo perseguito da sempre, che si è rincorso nell’illusione di colmare il bisogno di sentirsi vivi con falsi bisogni; per scoprire infine che era già li e ci stava aspettando, DENTRO DI SE’

 

Arodomis Shanga

 

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IL PIACERE

Il piacere spesso è inteso solo quello del sesso, ci si dimentica del piacere del vivere sano, equilibrato con armonia, fatto di cose buone e semplici, fatto di natura e profumi della terra, di gesti che arrivano dal cuore, del fare con passione, di libertà di essere.

Le religioni sublimano la sofferenza, relegando il piacere al ruolo di tentatore dell’oscurità. Vivere nel piacere è un senso di colpa, non c’è merito nel piacere, solo nel sacrificio.

Quindi soffoca il tuo diritto al piacere, perchè ti allontana dal perdono divino.

Nulla è stato più forte per controllare le masse nei secoli e schiavizzarle in un sistema in cui prima regnava l’ignoranza e con l’inquisizione si sopprimevano coloro che conoscevano il segreto della vita, di cui il piacere è il filo conduttore. Oggi l’antica ignoranza è stata sostituita dall’illusione che possiamo avere tanto a costo della schiavitù. Possiamo andare in vacanza, avere un auto prestante o lussuosa, una bella casa e forse una seconda al mare o in montagna, uno smartphone ultimo modello, possibilità di connetterci con il mondo intero, di conoscere gente lontana, di giocare per rompere il senso di noia, di evadere per creare virtualmente un’altra vita. L’illusione di essere liberi, nel bisogno di riempirci di oggetti, perdendo la connessione con la vita sana; nella frenesia dei mille impegni, non accorgersi di quell’attenzione che le relazioni richiedono, in primis la relazione con se stessi; nel correre al farmaco che per subito ci rimetta in carreggiata prestanti, invece che ascoltare e ricercare la voce dell’anima che vuole esprimersi attraverso il disagio.

La svalutazione del piacere lo porta ad essere considerato solo nell’area sessuale, nella brama di possedere, nel manipolare le relazioni per garantirne il controllo credendo di star bene e che tutto funzioni inalterato. Questa svalutazione rende il piacere breve e l’anima assetata di vita perchè allontanata dall’illusione del personaggio che ci si è convinti di essere.

Il Tantra è la via per recuperare la completezza e la comunicazione integrale tra mente spirito corpo emozioni nella vita quotidiana ricollocandoci alla dimensione di Uomo e Donna, riscoprendo un PIACERE diverso, è il canale libero di questa comunicazione.

Riporta allo star bene, alla pienezza e al senso compiuto della vita perchè è emozione stessa dell’energia vitale

(Arodomis Shanga)

IL VOLERE

Il “Dovere” è il volere della mente condizionata dall’infanzia da tutto ciò che si percepiva necessario affinché il mondo esterno ci accogliesse e accettasse. Era indispensabile per la sopravvivenza.  Così facendo però si sono soffocate le emozioni o modificate e rese funzionali alla personalità che si voleva “mostrare”.

La personalità altro non è che una maschera indossata per assumere un ruolo nella società razionale che spesso richiede valori come vincente, elevato, successo, veloce, pronto, sveglio, ecc. insomma poco spazio lascia al ….sentire

Sentire un piacere non mentale, un “Piacere” che è volere dell’Anima lento, graduale, con i suoi tempi, senza fine se non “lo stare”, semplicemente.

Un piacere che include la natura umana, ne rispetta i limiti, esalta le emozioni a mostrarsi come fiumi naturali di energia che esprimono chi siamo nella nudità più profonda, quella dell’Anima.

Dunque spesso si vive un conflitto tra la pulsione dell’Anima e quella dell’Intelletto, ovviamente uno opposto all’altra, rappresentano i nostri due poli, come un femminile e un maschile, il tao delle cose, la Vita

La danza si celebra al centro, lì si incontrano e se la musica è armoniosa sussiste un equilibrio tra il “piacere” ed il “dovere” ma se stona e fa fatica ad essere vivace allora è molto probabile che il “dovere” abbia assunto la posizione di potere nella vita e il suo spazio sia appesantito anche da un senso di colpa che aggredisce alla porta appena il “piacere” con voce flebile rivendica la propria parte

Arodomis Shanga