Quando si parla di Massaggio Tantrico, non sempre è chiaro che cosa si intenda.
Oggi con questo nome vengono proposte esperienze anche molto diverse tra loro e, proprio per il legame del Tantra con il Corpo, il piacere e la sessualità, può accadere di immaginare il Massaggio Tantrico come un’esperienza di scambio erotico o sessuale tra chi riceve e chi massaggia.
Il Massaggio Tantrico, nel modo in cui lo propongo, è un Rituale in cui una persona riceve e l’altra dona, senza scambio erotico, per ascoltare il Corpo e conoscersi attraverso il piacere.
Desideravo da tempo fare chiarezza su questo aspetto.
Non per stabilire quale sia il modo “giusto” di vivere il Tantra, ma per raccontare con maggiore precisione che cosa significa il Massaggio Tantrico nel modo in cui io lo vivo, lo pratico e lo trasmetto.
Nel Rituale che propongo, infatti, chi dona il massaggio e chi lo riceve non entrano in uno scambio erotico reciproco.
Hanno due ruoli differenti e la differenza non rappresenta semplicemente una regola da rispettare: è parte dell’esperienza stessa.
Per comprenderne il significato possiamo entrare nella simbologia di due principi fondamentali del Tantra: Shiva e Shakti.
In questo articolo troverai
Shiva e Shakti nel Massaggio Tantrico
Shiva e Shakti rappresentano due principi complementari, due aspetti che possiamo riconoscere dentro di noi indipendentemente dal fatto di essere uomini o donne.
Shiva richiama la presenza, la coscienza, la direzione.
Shakti è la potenza vitale e creatrice, ciò che prende forma, si muove, sente e permette alla vita di manifestarsi.
Nel Rituale del Massaggio Tantrico possiamo simbolicamente ritrovare queste due qualità nei differenti ruoli di chi dona e di chi riceve.
Chi massaggia entra nella qualità di Shiva: guida l’esperienza, dona il tocco, mantiene presenza, ascolto e responsabilità.
Chi riceve entra nella qualità ricettiva di Shakti: accoglie ciò che arriva senza dover fare qualcosa, senza dover restituire il tocco, senza dover condurre l’esperienza.
…e questo secondo aspetto può essere meno semplice di quanto sembri.
Saper ricevere semplicemente
Siamo abituati a pensare che ricevere sia facile.
Se qualcuno ci offre attenzione, cura, tempo, presenza e piacere, perché dovrebbe essere difficile accoglierli?
Eppure, quando facciamo realmente esperienza del ricevere, possiamo scoprire molte cose di noi:
- Posso lasciare che qualcuno si prenda cura di me senza sentire il bisogno di fare qualcosa?
- Posso ricevere senza sentirmi in debito?
- Posso provare piacere senza preoccuparmi di quello che sta provando o pensa l’altra persona?
- Posso lasciare che il Corpo senta senza cercare immediatamente di controllare ciò che sta accadendo?
- Posso affidarmi senza perdere il contatto con me?
È qui che il Massaggio Tantrico può diventare molto più di una piacevole esperienza corporea: può diventare una possibilità per conoscermi.
Quando il piacere fa nascere il desiderio di interagire
Quando una persona riceve un Massaggio Tantrico possono emergere sensazioni molto diverse.
Rilassamento, piacere, emozione, vulnerabilità, vitalità, eccitazione, desiderio.
Non c’è nulla di sbagliato in ciò che il Corpo sente, perché il Tantra non ci invita a giudicare ciò che emerge e neppure a reprimere il piacere o l’energia sessuale. Ci invita piuttosto a diventare più consapevoli di ciò che accade dentro di noi. E questa consapevolezza comprende anche una distinzione fondamentale:
“sentire qualcosa non significa necessariamente doverlo trasformare in azione”
Nella mia esperienza ho osservato, per esempio, che per alcuni uomini che ricevono il massaggio da una donna può essere insolito rimanere semplicemente nella posizione di chi riceve.
Il contatto, il piacere o l’eccitazione possono far nascere spontaneamente il desiderio di interagire, toccare a propria volta o trasformare ciò che sta accadendo in uno scambio reciproco.
È un desiderio che può essere sentito e osservato, senza tradursi in un gesto. Non perché il piacere debba essere contenuto o alcune sensazioni siano inappropriate, ma perché l’esperienza propone qualcosa di diverso: rimanere nel ricevere.
È proprio quando si è in quello stato di apertura, resa e fiducia che può iniziare la scoperta di una dimensione più profonda del sentire e di sfumature del piacere diverse da quelle abitualmente conosciute.
Shakti: la resa non è sottomissione
Entrare nella qualità ricettiva di Shakti significa permettersi, per un tempo, di mettere da parte il controllo della mente e lasciarsi condurre.
È un tempo in cui non occorre fare o dimostrare nulla.
La resa di cui parliamo nel Tantra non è sottomissione e non significa rinunciare ai propri confini.
Al contrario, posso affidarmi veramente solo quando sento di poter continuare ad ascoltarmi.
Posso ricevere e, nello stesso tempo, sentire che qualcosa mi piace oppure non mi piace.
Posso aprirmi e anche chiedere di fermarsi.
Posso lasciarmi andare senza affidare all’altra persona la responsabilità del mio sentire.
Questa resa permette all’attenzione di espandersi nel Corpo.
Quando non devo più preoccuparmi di fare, posso iniziare ad accorgermi con maggiore profondità del respiro, della pelle, delle emozioni, delle tensioni e percepire sensazioni piacevoli inesplorate, o mai percepite in alcune parti del Corpo.
Per una donna, ricevere può diventare un ritorno a sé
Anche per una donna ricevere non è necessariamente semplice, soprattutto quando è abituata ad avere l’attenzione rivolta all’esterno, agli altri, oppure a “tenere tutto sotto controllo”, cercando di essere impeccabile e brava in ciò che fa.
La capacità di ricevere, infatti, non dipende soltanto dalla buona intenzione di lasciarsi andare.
È legata alla possibilità di permettersi di vivere nel Corpo le emozioni e ciò che il ricevere suscita, senza cercare immediatamente di controllarle o di capire se siano giuste o sbagliate.
Se, mentre riceve, una donna continua a chiedersi se sta reagendo nel modo giusto, che cosa pensa l’altra persona o come dovrebbe sentirsi, una parte della sua attenzione rimane ancora fuori da sé. Questo può limitare proprio la possibilità di sentire più profondamente il proprio Corpo e cosa accade dentro di lei.
Ricevere diventa allora un’esperienza diversa dal semplice “lasciare fare”, perché apre uno spazio di ascolto più sensibile, in cui tutto si amplifica.
È attraverso questa apertura che l’esperienza può diventare un ritorno a sé, a quella dimensione più profonda e spontanea della propria femminilità che nella vita quotidiana non sempre trova il suo posto.
Shiva: donare senza prendere
Dall’altra parte del Rituale c’è chi dona, ed entrare simbolicamente nella qualità di Shiva comporta una grande responsabilità.
Guidare non significa decidere sul Corpo dell’altra persona, ma accompagnare con attenzione, percepire e rispettare.
Significa essere capaci di distinguere ciò che appartiene alla persona che stiamo accompagnando da ciò che appartiene a noi.
Chi dona un Massaggio Tantrico può naturalmente avere sensazioni, emozioni e reazioni proprie. Essere nella posizione di chi dona non significa diventare privi di sentire.
Anche qui vale lo stesso principio:
sentire non significa necessariamente agire.
Per questo considero essenziale che chi offre questa esperienza abbia compiuto un reale lavoro di conoscenza di sé: una conoscenza che non si esaurisce nell’apprendimento di una tecnica o nella partecipazione a qualche corso, ma matura attraverso introspezione ed esperienza, e permette di riconoscere i propri bisogni, desideri e pulsioni per gestirli senza portarli nel Rituale.
Donare significa, in quel momento, mettere la propria presenza al servizio dell’esperienza di chi riceve.
Piacere, confini e consenso
Quando lavoriamo attraverso il Corpo e il piacere entriamo inevitabilmente in un territorio intimo.
Proprio per questo confini e consenso non sono aspetti secondari del Massaggio Tantrico: ne costituiscono una parte essenziale.
Chi riceve deve poter sentire di essere al sicuro nell’esperienza.
Deve poter provare piacere senza che quel piacere venga interpretato come disponibilità verso chi massaggia.
Deve poter sentire eccitazione senza che questa diventi automaticamente un invito ad andare oltre.
Deve poter esprimere un limite, cambiare idea, chiedere una pausa.
Il consenso, per me, non è soltanto il “sì” dato prima di iniziare, ma qualcosa che continua a vivere durante tutta l’esperienza attraverso l’attenzione costante alle risposte dell’altra persona e il rispetto dei suoi tempi
È responsabilità di chi conduce non confondere l’apertura, la vulnerabilità o il piacere della persona con un’autorizzazione ad attraversare i suoi confini.
(Sull’importanza del consenso e rispetto, ho dedicato un articolo che se desideri leggere trovi qui: “Consenso e intimità”)
È questa una delle qualità di Shiva che associo simbolicamente al maschile sano: la capacità di avere direzione e forza senza utilizzarle per il proprio beneficio personale.
Quando questa qualità è presente, Shakti può avere lo spazio necessario per affidarsi.
Il Massaggio Tantrico come esperienza di conoscenza
Il Massaggio Tantrico può diventare quindi un viaggio attraverso il quale osservarsi, sentirsi e scoprire qualcosa di sé, anche se c’è chi mette in discussione che possa essere considerato una pratica propriamente tantrica.
Per me, e per quanto ho potuto comprendere e sperimentare nel mio percorso, il Tantra è una via che coinvolge la nostra vita e la sua quotidianità.
Non è soltanto ciò che facciamo durante una pratica o un Rituale.
In ogni momento della giornata possiamo portare attenzione a ciò che stiamo facendo e, soprattutto, accorgerci di come lo stiamo vivendo: cosa accade nel Corpo, quali sensazioni emergono, dove siamo presenti e dove invece agiamo automaticamente.
È in questa prospettiva che riconosco nel Massaggio Tantrico una pratica profondamente coerente con la Via del Tantra.
Attraverso il Corpo, il respiro, il piacere e l’attenzione a ciò che sentiamo possiamo fare esperienza diretta di noi stessi. Possiamo accorgerci di quanto sappiamo ricevere, di quanto riusciamo ad affidarci, di ciò che cerchiamo di controllare, delle emozioni che emergono e del modo in cui entriamo in relazione con l’altra persona.
Il massaggio diventa così un mezzo, non il fine.
Un’esperienza concreta attraverso la quale ciò che pensiamo di sapere di noi può incontrare ciò che realmente sentiamo.
Ed è proprio per questo che, nel modo in cui lo vivo e lo propongo, non è semplicemente un massaggio, ma un viaggio verso il Nucleo.
Puoi approfondire meglio questo aspetto nell’articolo dedicato: Massaggio Tantrico
Shiva e Shakti nella coppia: un modo diverso di incontrarsi
Il Rituale del Massaggio Tantrico può diventare un’esperienza preziosa anche all’interno della coppia.
Non soltanto perché introduce nell’intimità un modo nuovo di toccarsi, ma perché permette di incontrarsi attraverso una qualità differente del dare e del ricevere.
Nella vita di coppia siamo abituati a interagire continuamente. Un gesto richiama una risposta, una carezza ne cerca un’altra, il piacere dell’uno si intreccia con quello dell’altro.
Anche nell’intimità può diventare difficile distinguere ciò che sto realmente sentendo da ciò che faccio per rispondere, compiacere o accompagnare il partner.
Nel Rituale accade qualcosa di diverso.
Per un tempo, i ruoli sono chiari: una persona dona e l’altra riceve.
Chi entra nella qualità di Shiva impara a portare il tocco senza utilizzarlo per ottenere una risposta, senza avere fretta di arrivare da qualche parte e senza fare del proprio desiderio la guida dell’esperienza. L’attenzione rimane sulla persona che sta ricevendo, sull’ascolto del suo Corpo, dei suoi confini e delle sue risposte.
Chi entra nella qualità di Shakti può invece permettersi di ricevere senza preoccuparsi di ricambiare, senza dover soddisfare il partner e senza trasformare immediatamente ciò che sente in qualcosa da fare.
Questo può aprire nella coppia uno spazio insolito:
- Posso prendermi cura di te senza aspettarmi nulla?
- Posso ricevere da te senza sentire di dover ricambiare?
- Posso provare piacere rimanendo in ascolto di me mentre sono con te?
Il Rituale può così diventare un modo per conoscersi nuovamente, anche dopo molti anni insieme o scoprire un modo più nutriente e complice di vivere l’intimità, che non è solo sesso (per questo puoi approfondire il tema nell’articolo “Quando l’intimità diventa solo sesso, riscoprire la presenza nella relazione“).
Il tocco rallenta, l’abitudine lascia spazio all’ascolto e l’intimità può smettere, almeno per un momento, di essere qualcosa che dobbiamo raggiungere per diventare un luogo nel quale esserci l’uno per l’altra persona.
Quando il Rituale viene appreso all’interno di un percorso dedicato alla coppia, entrambi i partner possono imparare a conoscere le due esperienze: ricevere e donare.
È con questo intento che nasce il percorso CON❤TATTO: non per imparare semplicemente a scambiarsi un massaggio, ma per avvicinarsi al Tocco Sacro entrando in ciascun ruolo con presenza e ascolto, perché il tocco non nasca dal solo desiderio di toccare, ma dalla capacità di mettersi al servizio dell’esperienza dell’altro.
In sintesi
Nel Massaggio Tantrico, per come lo vivo e lo svolgo:
- chi riceve riceve, e chi dona rimane al servizio della sua esperienza, senza scambio di ruoli né interazione erotica o sessuale;
- ogni sensazione, anche il piacere e l’eccitazione, può essere sentita senza giudizio e senza doverla trasformare in azione;
- confini e consenso accompagnano tutta l’esperienza, non solo il suo inizio;
- chi dona ha compiuto un reale lavoro su di sé e mette la propria presenza al servizio di chi riceve;
- in coppia il Rituale si apprende in un percorso guidato, dove entrambi conoscono sia il donare sia il ricevere.
Ciò che dà valore all’esperienza non è toccare o essere toccati, ma la qualità di presenza e di ascolto con cui avviene l’incontro.
Se desideri fare esperienza del Massaggio Tantrico
Se ciò che hai letto ha risvegliato in te il desiderio di conoscere questa esperienza non soltanto attraverso le parole, ma attraverso il Corpo, puoi approfondire come propongo il Massaggio Tantrico nelle mie sessioni individuali.
È uno spazio dedicato al ricevere, al sentire e all’ascolto di ciò che emerge, nel rispetto dei tuoi confini e dei tempi del tuo Corpo.
Desideri ricevere aggiornamenti su articoli, eventi e altre novità? Iscriviti alla NEWSLETTER