Perché lavorare sulla sessualità non passa dal sesso, ma dalla conoscenza di sé

C’è una convinzione diffusa quando si parla di sessualità: che per migliorarla occorra diventare “più bravi”, fare esperienze diverse o trovare la persona giusta…ma non è così

C’è una convinzione molto diffusa quando si parla di sessualità: che per migliorarla occorra imparare nuove tecniche, vivere esperienze diverse o trovare il partner giusto.

È una convinzione comprensibile.

Viviamo in un’epoca in cui il sesso è ovunque. Se ne parla continuamente, si moltiplicano consigli, metodi, promesse di prestazioni migliori, di orgasmi più intensi, di relazioni più appaganti.

Eppure, nonostante tutta questa informazione, molte persone continuano a sentirsi insoddisfatte.

Non necessariamente perché facciano poco sesso.

Ma perché, spesso, dentro quell’esperienza manca qualcosa di molto più importante, manca l’incontro.

Ed è qui che il Tantra propone uno sguardo completamente diverso. che non parte dal sesso, parte dalla conoscenza.

Perché la qualità della nostra sessualità non dipende soltanto da ciò che facciamo, ma soprattutto da chi siamo quando entriamo in relazione con un’altra persona.

La sessualità non rivela quanto desideri l’altro. Rivela quanto conosci te stesso

Questa frase può sembrare provocatoria, eppure basta osservare con sincerità la propria esperienza.

Il corpo racconta sempre una verità

Quando una persona entra in intimità, il corpo racconta molto più della mente.

Può raccontare il desiderio, certo, ma può raccontare anche la paura, la vergogna, il bisogno di essere apprezzati, la difficoltà a lasciarsi vedere, il timore di non essere “all’altezza”, il bisogno di controllare.

Mentre la mente può preparare il momento, scegliere le parole, costruire un’immagine di sé, il corpo no.

Il corpo porta in superficie tutto ciò che negli anni abbiamo trattenuto, bloccato o nascosto.

Per questo il Tantra considera il corpo come la via da esplorare e scoprire, perché è sincero, se ce lo permettiamo

Ogni tensione, ogni chiusura, ogni difficoltà a lasciarsi andare sta dando un’informazione da seguire

È il modo in cui il corpo ci dice:

“Qui c’è qualcosa che vuole essere ascoltato.”

Per questo lavorare sulla sessualità significa, prima di tutto, imparare ad ascoltare il corpo per conoscere il significato del suo messaggio

Il vero lavoro non è sul sesso. È sulla presenza.

Molte persone arrivano ai miei percorsi pensando di voler migliorare la propria sessualità.

Dopo poco tempo scoprono che stiamo facendo qualcosa di molto diverso.

Respiriamo.

Ci ascoltiamo.

Impariamo a sentire il corpo.

Esploriamo il contatto.

Osserviamo come nasce una relazione.

Diventiamo consapevoli degli schemi mentali che condizionano

E qualcuno, quasi sempre, si sorprende:

“Ma pensavo che il Tantra fosse solo un lavoro fisico, sul sesso!”

La risposta è semplice.

Stiamo lavorando sulla sessualità, ma la sessualità non inizia nel momento in cui due corpi si incontrano.

Inizia molto prima, nel rapporto che hai con te, il tuo corpo, nel modo in cui entri in intimità con un’altra persona, nel modo in cui riesci a restare presente quando qualcosa ti emoziona, ti tocca profondamente o sfiora una ferita.

Il Tantra non insegna il sesso, insegna ad attraversare quello che c’è da sveglio, non da automa

Senza la presenza, anche la sessualità più intensa rischia di trasformarsi in un’esperienza che lascia poco dentro.

Il piacere non nasce da ciò che fai.
Nasce da quanto sei presente mentre lo vivi.

L’altro non è il problema, è lo specchio.

Uno degli aspetti più affascinanti del Tantra è che non considera la relazione un semplice luogo in cui ricevere amore.

La considera uno specchio.

Quando una persona ci attrae profondamente, non emerge soltanto il desiderio.

Emergono anche tutte le parti di noi che normalmente restano nascoste.

La paura di essere rifiutati.

Il bisogno di controllare.

La gelosia.

Le aspettative.

La difficoltà ad affidarsi.

La vulnerabilità.

Ed è proprio qui che inizia la conoscenza.

Perché finché restiamo soli possiamo sentirci molto equilibrati.

È nell’incontro che scopriamo davvero chi siamo.

Non perché l’altro ci faccia stare male.

Ma perché rende visibili aspetti che, da soli, difficilmente avremmo incontrato.

Ecco perché nei percorsi tantrici il gruppo, la coppia e la relazione hanno un ruolo così importante.

Non servono per imparare qualcosa sull’altro.

Servono per conoscere meglio sé stessi.

La libertà non è fare tutto, ma non averne più bisogno.

Forse questo è l’insegnamento più profondo che il Tantra mi abbia donato.

Quando ho iniziato questo cammino, anch’io pensavo che il tema fosse la sessualità.

Con il tempo ho compreso che la sessualità era soltanto una porta.

Quello che stavo realmente cercando era sentirmi pienamente viva.

Ritrovare un centro.

Abitare il mio corpo senza paura.

Lasciarmi attraversare dalla vita con fiducia.

La sessualità è cambiata di conseguenza.

Non perché avessi imparato qualcosa di nuovo da fare.

Ma perché ero cambiata io.

Quando inizi a conoscerti davvero, cambia il modo in cui ti relazioni, ami, dai e ricevi

Comprendi che anche il piacere cambia qualità, non aspetti che dipenda da qualcuno, ma impari a conoscerlo e a viverlo da dentro, lo lasci sgorgare dal tuo Centro ritrovare

Per questo oggi, quando qualcuno mi chiede se i miei percorsi parlano di sessualità, rispondo sempre di sì…ma non della sessualità che spesso immaginiamo.

Parlano della possibilità di conoscersi così profondamente da non avere più bisogno di nascondersi o dover dimostrare le proprie abilità.

Perché, in fondo, la vera libertà sessuale non è poter fare tutto, ma poter essere completamente sé stessi, senza dover interpretare un ruolo.

La sessualità diventa sacra quando smette di essere qualcosa da fare e diventa un luogo in cui avere il coraggio di essere

Se queste parole ti risuonano, o creano una sensazione piacevole nel tuo corpo e immagini come sarebbe la tua vita con più attenzione al piacere profondo, ti invito a:

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