Il carattere non è un difetto: come riconoscere le difese che bloccano intimità, comunicazione ed eros

Il carattere è una forma di protezione che abbiamo costruito nel tempo per difenderci. Nelle relazioni intime, però, il carattere può creare progressivamente distanza, raffreddando Eros e Amore

Il carattere non è ciò che sei, ma ciò che ti ha protetto/a

Molte persone arrivano nelle relazioni con una convinzione silenziosa: “Io sono fatta/o così”.
Dietro questa frase, spesso, si nasconde un giudizio inconsapevole, verso di se o verso il partner,  che irrigidisce invece di aprire la connessione con l’altra persona.

Il carattere non è un difetto. né un qualcosa da eliminare.

È una struttura di protezione che abbiamo costruito nel tempo per sopravvivere, adattarci, difenderci da ciò che un tempo faceva male.

Il carattere nasce molto presto: nell’infanzia, nelle prime relazioni, nei contesti in cui abbiamo imparato che per essere amati dovevamo controllare, compiacere, trattenerci, reagire, essere forti o silenziosi.

Quello che oggi chiamiamo “carattere” è spesso una risposta intelligente a un mondo che non sempre ci ha accolte.

Il problema non è avere un carattere, ma identificarsi completamente con esso, dimenticando che sotto quella struttura esiste un sentire più profondo, fluido, vivo.

carattere nella coppia e comunicazione

Quando il carattere crea distanza nella relazione

Il carattere diventa un limite quando prende il posto della presenza; quando, invece di ascoltare, reagiamo automaticamente; quando, invece di comunicare ciò che sentiamo, ci chiudiamo a guscio o ci difendiamo.

In una relazione intima questo accade spesso in modo sottile:

  • una parola detta con durezza invece che con empatia

  • un silenzio che nasconde paura o controllo invece che ascolto

  • una reazione che copre un bisogno non espresso

Alla base non c’è cattiveria intenzionale, ma un meccanismo della mente che ha insegnato al corpo a proteggersi.

Purtroppo,  ogni reazione automatica crea una piccola distanza, che spegne un po’ il desiderio di contatto.

Col tempo, questa distanza si accumula, fino a diventare un senso di freddezza, incomprensione o frustrazione che nessuno dei due riesce a cogliere sul nascere, fino ad accorgersi che “tutto è difficile” e forse “è colpa dell’altro/a”

Quando l’intimità perde naturalezza senza che ce ne accorgiamo

Una delle conseguenze di questi meccanismi è la perdita di naturalezza nell’intimità, che, non succede all’improvviso.
Succede lentamente, quasi in silenzio.

L’intimità diventa più mentale, meno spontanea, perché il  corpo diventa più rigido, il piacere è meno fluido e, il desiderio c’è, ma non trova una via semplice per esprimersi.

Quando il carattere prende il controllo, il corpo smette di essere rilassato, entra in vigilanza e l’Eros fa fatica a scorrere.

L’Eros ha bisogno di lasciarsi andare libero, di fiducia, di ascolto.
Ha bisogno di sentire che non deve difendersi, che può mostrarsi senza essere giudicato, corretto o trattenuto.

Quando invece restiamo imprigionati nei nostri automatismi, soprattuto nell’abitudine di “fare così da sempre”, l’intimità perde vitalità, e spesso la coppia non capisce perché.

A volte, dà la colpa agli anni, allo stress del lavoro, alla stanchezza delle responsabilità o dei pesi famigliari, che sicuramente incidono, ma, al tempo stesso, il malessere è il richiamo a rivedere onestamente le priorità della propria vita e qual’è il posto della relazione e dell’intimità

carattere nella coppia e comunicazione

Riconoscere i meccanismi: il primo vero atto d’amore

Il primo passo non è cambiare, stravolgere tutto, ma semplicemente: riconoscere.

Riconoscere l’origine, che quel modo di reagire è una protezione, un modo per non soffrire, per difendere la propria vulnerabilità

Spostarsi dalla reazione all’osservazione, cambia tutto.
E’ il primo passo verso il non giudizio che parte da noi e si estende, poi a comprendere meglio anche l’altro/a

Può essere utile, chiedersi:
“Da cosa mi stai proteggendo?”
“Cosa temo se mi apro?”
“Di cosa avrei bisogno davvero in questo momento?”

È in questo spazio in cui “ritorno a me” che qualcosa scioglie il ghiaccio e il corpo torna a rilassarsi.

La comunicazione diventa più autentica e le parole smettono di essere armi e diventano ponti per incontrarsi

Riconoscere i propri meccanismi non rischia di farci diventare deboli. Tutt’altro!
È maturità emotiva.
Ed è spesso il primo vero atto d’amore verso di sè e verso la relazione.

Quando l’Eros torna a fluire e la comunicazione diventa costruttiva

Quando il carattere non è più una corazza, ma una struttura osservata con consapevolezza, l’Eros trova nuovamente il suo posto.

Non come eccitazione forzata dal mentale, ma come energia vitale che vibra potente nel corpo.

La comunicazione cambia qualità:
diventa meno reattiva e più presente,
meno difensiva e più sincera,
meno carica di aspettative e più orientata all’incontro.

E qui, arriva la trasformazione! L’intimità non è più qualcosa da “far funzionare”, ma qualcosa che accade spontaneo e libero.

Il piacere torna ad essere naturale.
Il contatto più vero.
Il dialogo più fertile.

L’Eros non ha bisogno di perfezione. ma di verità. Desidera corpi che ascoltano invece di reagire.
Cuori che si permettono di essere visti, anche quando è scomodo.

Questa è la condizione in cui la relazione smette di essere un campo di battaglia tra caratteri e diventa un luogo di crescita, scoperta e amore incarnato.

Il carattere è una porta da attraversare, per conoscerci di più

Quando impariamo a riconoscerlo, ad ascoltarlo e a non identificarci completamente con esso, permettiamo all’intimità di tornare viva, all’Eros di fluire e alla comunicazione di diventare finalmente costruttiva.

Perché sotto ogni protezione, c’è sempre una verità che desidera essere incontrata.

Se senti che il tuo carattere, o quello del partner, sta creando distanza invece che incontro, sappi che non è un fallimento.

È un invito o ad ascoltare più in profondità, a portare consapevolezza nel corpo, a trasformare la comunicazione e permettere all’Eros di tornare a fluire in modo naturale.

Nei miei percorsi accompagno:

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    dal reagire all’ascoltare, dal difendersi all’aprirsi, dal controllare al sentire
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