DIFESA O PRIGIONE?

Tutto ciò che abbiamo costruito per difenderci dagli attacchi esterni, impedisce anche di accogliere ciò, che dall’esterno, è bello e ci dà piacere

Ognuno ha costruito la sua struttura utile a coprire la vulnerabilità dietro una CORAZZA, che maschera bene chi siamo realmente e mostra un’immagine che serve ad affrontare la situazione evitando di soffrire, o perlomeno, con il minor impatto possibile.

Siamo abituati ad indossarla, tanto bene da identificarci e a poco a poco allontanarci dal nostro ESSERE. Teniamo fuori il dolore, o la possibilità di viverlo, creando una separazione con l’area delle nostre emozioni, la pancia.

Muro costruito con un RESPIRO che evita di accarezzare il bacino, di scendere nella nostra parte più viva; per coinvolgere solo il torace, la parte alta del corpo, spesso con un ritmo veloce per fuggire al sentire e buttarci in mille attività

Non solo il respiro è scarso, spesso anche l’atteggiamento viene imposto al movimento naturale del corpo che si blocca per rispondere assecondando la PERSONALITA’ che vogliamo mostrare, diventando duro e rigido.

Presupposto di ogni difesa è non lasciar passare, pertanto la reazione è di bloccare l’ENERGIA dell’emozioni per non sentirle troppo e soprattutto controllare la reazione verso l’esterno, che deve dare impressione di impenetrabilità, sicurezza, forza per scoraggiare, demotivare il “nemico”

Il prezzo è direttamente proporzionale a questa durezza, il cui spessore è impermeabile alle sensazioni che sollecitano la GIOIA e il PIACERE.

Nascondersi nella corazza, fino a perdersi porta ad un certo punto della vita ad accorgersi che manca qualcosa; che all’interno, nonostante la sicurezza e la protezione, c’è una SOLITUDINE che parla attraverso l’INSODDISFAZIONE. Tutto quello che è stato raggiunto, non riesce a dare il senso di appagamento per cui si è tanto lottato.

Forse per un attimo fuggente, si vive un’euforia che si vorrebbe trattenere, ma proprio perchè svanisce, il senso di vuoto che segue è doloroso. Ha la caratteristica di una fame insaziabile.

Occorre accorgersi di Sè e aver voglia di ritornare a quel Sè da cui ci si è allontanati, perchè il viaggio presuppone l’apertura della corazza e il liberare la VITALITA’ controllata e trattenuta nelle fibre del corpo

Rimettersi nella fluidità, con un respiro lungo e armonioso che si espande tutt’attorno e riporta la percezione e l’attenzione ai SENSI, ristabilisce il contatto naturale con la vita.

La PIENEZZA e il semplice VA TUTTO BENE ESATTAMENTE COSI‘, è il traguardo perseguito da sempre, che si è rincorso nell’illusione di colmare il bisogno di sentirsi vivi con falsi bisogni; per scoprire infine che era già li e ci stava aspettando, DENTRO DI SE’

 

Arodomis Shanga

 

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L’AMICO MIGLIORE

Sì è lui, il CORPO. Non ti abbandona, è sempre con te, anche quando tu pensi ad altro, lo usi oltre le sue possibilità, lo sminuisci convinto che sia solo un insieme di cellule al TUO servizio

Già… ma TU

Chi sei tu?

Esisteresti senza un corpo?

Forse dopo questa domanda l’equilibrio delle importanze comincia a ristabilirsi un po’ e la visione cambia! Questo insieme di ossa, muscoli e organi è il tuo patrimonio

Fino a quando il tuo pensiero sul corpo resta limitato al solo suo uso, ne resti diviso e distante che difficilmente riuscirai a sentire.

I sensi, che ne sono le funzioni, saranno deviati da idee per cui assaporeranno solo la superficie dell’esperienza, mangerai distratto, magari veloce, pensando ad altro; il contatto sarà limitato, frettoloso; l’olfatto abituato a profumi che alterano gli odori naturali; l’udito alla ricerca di note adrenaliniche o chiuso a ciò che potrebbe penetrare e raggiungere le emozioni; la vista guarda ma non vede

Certo, in una società che spinge i sensi verso il consumismo con abili manipolazioni comunicative e visive diventa difficile accorgersi di essere in una catena di montaggio, destinati a impoverirci del contatto con la nostra natura e la sua energia

Il consumismo è la promessa del paese dei balocchi, in cui la voragine dell’insoddisfazione aumenta in proporzione all’inflazione del valore del tempo e delle nostre energie

I segnali del “troppo” si mostrano in ansie, paure, disagi, malattie, nevrosi, disfunzioni, ecc. Allora si pone un’altra domanda :

Ma è questo il vivere? NO

Non posso “vivere” finchè non ristabilisco l’UNITA’ delle parti sconnesse, ricollocandole alla loro reale funzionalità che si manifesta nella coerenza tra cuore, mente e anima nel luogo in cui si incontrano : il Corpo

Ecco perchè è il nostro Migliore Amico, perchè ci rivela la nostra Verità

Ristabilire la comunicazione con il Corpo è possibile attraverso la consapevolezza dei pensieri, delle credenze, degli automatismi che deviano l’energia bloccando la sua risposta naturale e delle emozioni collegate al nostro vissuto nell’infanzia e al passato di eventi che hanno segnato e condizionato la fiducia nella vita

Il CORPO non è solo il tuo migliore AMICO, è anche l’UNICO posto in cui puoi vivere

Arodomis Shanga

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ESSERE…O NON ESSERE, LIBERI

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La Libertà inizia da “dentro”
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Noi siamo i detentori della chiave per scegliere di aprire la nostra Espressione alla sua manifestazione naturale o reprimerla tra le mura di pensieri giudicanti.
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Non ha bisogno di urlare o mettersi in mostra.
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La persona libera non è mai sola, neanche nella solitudine, riesce a sentire vicino il mondo che ha intorno, entra in relazione con l’Universo
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La libertà presuppone la Conoscenza di Sè, altrimenti resta un’idea con il bisogno di convincere.
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Richiede Onestà di vedere i confini della mente
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Passa dal Rispetto di Sè e dell’Altro, diversamente è manipolazione
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Non è solo una libertà di pensiero, perchè sarebbe illusione senza azione, un dialogo interiore
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Senza Verità non esiste la Libertà, ne è la radice che dal profondo attinge conoscenza per ampliare e modificare la forma
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La Libertà è il cammino di Ognuno
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Arodomis Shanga

IL CUORE NEL MASSAGGIO

Come ogni cosa, non è tanto il come, quanto la partecipazione a ciò che si fa, a fare la differenza.

Se chi esegue è altrove con l’ATTENZIONE e si muove in automatico, chi riceve avrà una percezione di distanza e freddezza. Anche le mani che passano sulla pelle non trasmetteranno molto, solo calore fisico, forse.

Che cosa rende unico un massaggio ? Coinvolgere il CUORE.

Un massaggio intimo è una storia nuova ogni volta, congiunge i due cuori, chi dà e chi riceve.

A chi ricerca in questa scelta un’esperienza sessuale rimane preclusa la possibilità di vivere un PIACERE diverso, perché resta ancorato ai propri schemi mentali in cui il piacere è ricercato attraverso la vista e la bramosia.

Permette  di scoprire che tutto il corpo è ricettivo. Crea una rete di sensazioni che, unite, potenziano l’ENERGIA, allontanano i pensieri e a poco a poco, allentano la connessione temporale, liberando la strada da blocchi e condizionamenti.

Entra in una dimensione interiore da cui scaturisce un’INTENSITA’ EMOZIONALE che sfocia in un piacere profondo, non solo fisico. Coinvolge la parte emozionale ed affettiva.

La persona accompagnata nel viaggio tracciato dalla sua energia è accolta nella sua espressione liberatoria e i VUOTI AFFETTIVI vengono colmati con attenzione di chi esegue. Sono vuoti di cui spesso si è persa memoria, ma ci sono e giacciono in ogni cellula.

PIENEZZA e LEGGEREZZA al termine dell’esperienza indicano che il Cuore ha contribuito a dare GIOIA.

Il MASSAGGIO TANTRICO allinea tutte le parti, fisiche e non, ai propri ritmi biologici naturali, regalando VITALITA‘, ARMONIA e affinando l’ascolto dei propri DESIDERI umani, avvicina al proprio ESSERE

Arodomis Shanga

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IL PIACERE

Il piacere spesso è inteso solo quello del sesso, ci si dimentica del piacere del vivere sano, equilibrato con armonia, fatto di cose buone e semplici, fatto di natura e profumi della terra, di gesti che arrivano dal cuore, del fare con passione, di libertà di essere.

Le religioni sublimano la sofferenza, relegando il piacere al ruolo di tentatore dell’oscurità. Vivere nel piacere è un senso di colpa, non c’è merito nel piacere, solo nel sacrificio.

Quindi soffoca il tuo diritto al piacere, perchè ti allontana dal perdono divino.

Nulla è stato più forte per controllare le masse nei secoli e schiavizzarle in un sistema in cui prima regnava l’ignoranza e con l’inquisizione si sopprimevano coloro che conoscevano il segreto della vita, di cui il piacere è il filo conduttore. Oggi l’antica ignoranza è stata sostituita dall’illusione che possiamo avere tanto a costo della schiavitù. Possiamo andare in vacanza, avere un auto prestante o lussuosa, una bella casa e forse una seconda al mare o in montagna, uno smartphone ultimo modello, possibilità di connetterci con il mondo intero, di conoscere gente lontana, di giocare per rompere il senso di noia, di evadere per creare virtualmente un’altra vita. L’illusione di essere liberi, nel bisogno di riempirci di oggetti, perdendo la connessione con la vita sana; nella frenesia dei mille impegni, non accorgersi di quell’attenzione che le relazioni richiedono, in primis la relazione con se stessi; nel correre al farmaco che per subito ci rimetta in carreggiata prestanti, invece che ascoltare e ricercare la voce dell’anima che vuole esprimersi attraverso il disagio.

La svalutazione del piacere lo porta ad essere considerato solo nell’area sessuale, nella brama di possedere, nel manipolare le relazioni per garantirne il controllo credendo di star bene e che tutto funzioni inalterato. Questa svalutazione rende il piacere breve e l’anima assetata di vita perchè allontanata dall’illusione del personaggio che ci si è convinti di essere.

Il Tantra è la via per recuperare la completezza e la comunicazione integrale tra mente spirito corpo emozioni nella vita quotidiana ricollocandoci alla dimensione di Uomo e Donna, riscoprendo un PIACERE diverso, è il canale libero di questa comunicazione.

Riporta allo star bene, alla pienezza e al senso compiuto della vita perchè è emozione stessa dell’energia vitale

(Arodomis Shanga)

FLUIRE

Fluire come l’acqua che si adatta, prende la forma di ciò che la contiene, segue il solco del fiume fino al mare, non resiste, percorre la sua via, non subisce il volere, rompe gli argini della razionalità.

Fluire in connessione con la vita, la natura, l’universo

Fluire al ritmo del respiro, delle sensazioni, volteggiare come una foglia corteggiata dal vento o improvvisare e stupire

Danzare il quotidiano in sintonia con la musica interiore, a vari livelli.

Può essere un motivo emozionale forte come un rock, o avvolgente come un tango, delicato come un minuetto,  o rumoroso come il silenzio, variante e variabile come un pennello che dipinge l’istante con i colori dell’anima.

La vita scorre come un fiume carsico e parla sottovoce, comunica con le sensazioni di piacere o fastidio attraverso la carne, talvolta con dolori quando occorre che urli perchè possa giungere all’ascolto. E’ faticoso il suo traguardo, ostacolato dai pensieri, dalle ansie e dai ricordi. Ma se giunge forte e chiaro, facile è il fluire

Il cuore partecipa con coraggio a spianare la strada al fiume, affinchè giunga al suo mare, scopo della vita stessa, e nel mare si perda ritrovando l’unità con l’Universo

Arodomis Shanga

IL VOLERE

Il “Dovere” è il volere della mente condizionata dall’infanzia da tutto ciò che si percepiva necessario affinché il mondo esterno ci accogliesse e accettasse. Era indispensabile per la sopravvivenza.  Così facendo però si sono soffocate le emozioni o modificate e rese funzionali alla personalità che si voleva “mostrare”.

La personalità altro non è che una maschera indossata per assumere un ruolo nella società razionale che spesso richiede valori come vincente, elevato, successo, veloce, pronto, sveglio, ecc. insomma poco spazio lascia al ….sentire

Sentire un piacere non mentale, un “Piacere” che è volere dell’Anima lento, graduale, con i suoi tempi, senza fine se non “lo stare”, semplicemente.

Un piacere che include la natura umana, ne rispetta i limiti, esalta le emozioni a mostrarsi come fiumi naturali di energia che esprimono chi siamo nella nudità più profonda, quella dell’Anima.

Dunque spesso si vive un conflitto tra la pulsione dell’Anima e quella dell’Intelletto, ovviamente uno opposto all’altra, rappresentano i nostri due poli, come un femminile e un maschile, il tao delle cose, la Vita

La danza si celebra al centro, lì si incontrano e se la musica è armoniosa sussiste un equilibrio tra il “piacere” ed il “dovere” ma se stona e fa fatica ad essere vivace allora è molto probabile che il “dovere” abbia assunto la posizione di potere nella vita e il suo spazio sia appesantito anche da un senso di colpa che aggredisce alla porta appena il “piacere” con voce flebile rivendica la propria parte

Arodomis Shanga

 

 

 

LIBERTA’

La libertà non può convivere con la paura.

La paura è all’origine della prigione che impedisce al Corpo la sua espressione. Questo meccanismo era stato ben compreso nell’antichità da quei pochi che volevano manipolare e controllare i molti con credenze di peccato e di punizione così le persone sono state private di grossa parte della loro energia vitale, sessuale.

La via verso la libertà passa dal riconoscere il fiume energetico che attraversa le cellule e dall’osservazione della deviazione attivata dai condizionamenti ereditati antichi e pur sempre ancora forti e attuali
(Arodomis Shanga)

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